Mi pervade sempre un flebile ma persistente senso di gioia e soddisfazione quando scopro che ancora fra di noi vivono persone per le quali la coerenza e il rispetto hanno ancora un posto fra i propri valori. Come quando camminando a passo lento con piede incerto fra fronde nel sottobosco, alla fine di un gran camminare scopriamo proprio lì sotto, davanti a noi, sotto quelle foglie cadute, macere, quella cappella inconfondibile, marroncina, leggermente viscosa e dentro di noi esultiamo ‘eccoti qua, quasi non ti si vede’ e spostando delicatamente il fogliame con un rituale antico raccogliamo rispettosamente il nostro porcino, già con l’impaziente idea di gustarcelo a tavola nel risotto o nell’insalata. Ecco, più o meno è questa la sensazione che mi prende quando ammiro la coerenza, l’onestà morale e il rispetto. E parte di essi, come i funghi nella cesta, li raccolgo e li porto con me, li faccio miei, proprio come i porcini nella mia padella.