Ho deciso di condividere questa immagine dopo una lunga riflessione.
Ho voluto qualcosa che facesse riflettere sulla questione mediorientale anche nell’ottica israeliana. Perchè non esiste il solo, seppur catastrofico, dramma palestinese.
Non sono un ipocrita, sono anch’io un padre e vedere le immagini di tutte quelle giovanissime vite spezzate così precocemente mi ha vestito a lutto l’anima e il cuore. Io non lo potrei sopportare. E proverei odio per i responsabili di tanto orrore.
Ma non avrei il coraggio di puntare il dito solo contro il nemico responsabile. Perchè gli israeliti non sono esattamente gli aggressori funesti e improvocati, ma sono i primi aggrediti, colpiti oltretutto con l’unico fine di provocare vittime civili. Le stesse vittime civili che oggi piangiamo.
Israele è una nazione democratica che vive costantemente all’ombra dell’odio e dell’intolleranza, che affronta stagione dopo stagione le provocazioni dell’uno piuttosto che dell’altro leader nemico, che sfociano poi immancabilmente nelle scelleratezze di cui oggi noi tutti siamo inerti spettatori.
Avrei potuto optare per numerose immagini di esplosioni-kamikaze a Tel-Aviv o altre città, o immagini crude dei bombardamenti su Gaza, oppure soffermarmi sulle immagini dei danneggiamenti dei numerosi razzi che sono piovuti sul territorio israeliano a seguito della rottura della tregua, oppure i tank israeliti in manovre minaccose o nell’azione mortifera dei cannoneggiamenti, o ancora sul proselitismo estremista della formazione palestinese, drappi verdi e passamontagna, o soldati ebrei che aprono il fuoco in azioni di guerra accompagnati dal loro testo sacro, o ancora passare in rassegna moltissimi altri fenomeni di intolleranza reciproca che ancora invadono quella (e non solo) parte del mondo, ma….
…ho scelto la bandiera israeliana per una semplice ma fondamentale riflessione:
riconosco il diritto all’esistenza dello stato di Israele che come tale ha diritto a mantenere il proprio territorio in sicurezza, se non in pace, come qualsiasi altra nazione della terra.
E sono convinto che sia il primo ed unico fondamentale passo senza il quale non sarà mai possibile mettere freno ad una situazione che ha raggiunto un livello di cronicità esasperato.
Non è verosimile oggi risalire a torti o ragioni prime, tra israeliani e palestinesi non si può individuare assolutamente chi è nel giusto e chi no. Ma ognuna delle due parti potrebbe sacrificare qualcosa per raggiungere un obbiettivo comune, ossia la pace e la libera convivenza:
l’unica strada è la volontà di raggiungere quella pace. Assieme.